Oggi vi porto fuori dai soliti percorsi turistici, nel cuore della Lapponia più autentica e selvaggia. Andiamo a scoprire il Taatsin Seita, un antico altare della religione Sami precristiana situato sulle sponde del lago Taatsi. È un luogo dove la storia, le leggende animiste e la natura incontaminata si fondono perfettamente, offrendo uno spaccato unico su come si viveva a queste latitudini secoli fa.
Come arrivare a Taatsin Seita da Levi?
Per raggiungere il Taatsin Seita da Levi servono circa due ore abbondanti di macchina, affrontando un percorso che include oltre 50 chilometri di strada sterrata. Il sito si trova in una zona remota, e il centro abitato più vicino è il minuscolo paesino di Pokka, che si incontra lungo il tragitto.
Una volta finita la strada asfaltata, preparatevi a guidare nel vero entroterra lappone. Nonostante l'isolamento, l'area è ben attrezzata per i visitatori. Ecco cosa troverete una volta arrivati sul posto:
- Parcheggio: Un'area di sosta sterrata a breve distanza dal sito principale.
- Focolare: Una zona attrezzata dove accendere un fuoco e cucinare in sicurezza.
- Capanna nel bosco: Una struttura rustica (wilderness cabin) utilizzabile liberamente per mangiare al coperto o persino per dormire.
Cos'è un Seita e qual è la sua storia?
Un Seita è un altare naturale, spesso costituito da pietre o formazioni geologiche particolari, utilizzato per secoli dai Sami per portare offerte agli spiriti della natura. La religione Sami precristiana era infatti di tipo animista: si credeva che ogni elemento naturale avesse uno spirito e che questi altari fossero stati posizionati dagli spiriti stessi.
Il Taatsin Seita, che prende il nome dall'omonimo lago sottostante, è l'altare più famoso e meglio conservato di questa zona della Lapponia. Secondo le antiche leggende, lo spirito di Taatsi proteggeva l'entrata del regno degli spiriti, che si credeva fosse situata proprio sulle acque di questo lago. Per placare lo spirito e garantirsi il suo favore, i Sami portavano doni e offerte, come corna di renna o parti di animali. Sebbene la maggior parte dei Seita in Lapponia sia ormai caduta in disuso o dimenticata, questo sito conserva ancora le testimonianze storiche del suo antico utilizzo.
Come cacciavano le renne gli antichi Sami sul lago Taatsi?
Prima di diventare allevatori, i Sami cacciavano le renne allo stato brado sfruttando la conformazione del territorio, come il ripido promontorio che sovrasta il lago Taatsi. La tecnica di caccia era tanto ingegnosa quanto brutale, basata sul lavoro di squadra e sullo sfruttamento del panico degli animali.
I cacciatori si disponevano in gruppo per circondare le mandrie di renne selvatiche. Facendo molto rumore, spaventavano gli animali e li spingevano in massa verso il bordo del promontorio. La calca e il terrore facevano sì che le renne si lanciassero nel vuoto, morendo sul colpo o annegando nel lago sottostante. Una volta terminata la battuta di caccia, i Sami recuperavano le carcasse per utilizzarne ogni parte: la carne per nutrirsi, le pelli per coprirsi e le ossa per fabbricare utensili.
Si può campeggiare liberamente in questa zona?
Sì, in Finlandia è assolutamente legale e consentito piantare una tenda e dormire quasi ovunque nella natura, grazie al "Diritto di ogni uomo" (Jokamiehenoikeus). A differenza dell'Italia, dove il campeggio libero è severamente regolamentato o vietato, qui la natura è considerata un bene fruibile da tutti.
Al Taatsin Seita potete decidere di fermarvi per la notte senza alcun problema. Potete piantare la vostra tenda nei pressi del lago, utilizzare il focolare per scaldarvi o preparare la cena, oppure usufruire della capanna di legno presente sul sito. L'unica regola d'oro è il rispetto: non lasciare tracce, non danneggiare la flora locale e assicurarsi di spegnere completamente i fuochi prima di ripartire. È un'esperienza magnifica, specialmente durante i mesi estivi, per immergersi totalmente nell'atmosfera mistica di questo luogo.
