Vivere in Lapponia è un'esperienza straordinaria, ma non è tutto aurore boreali e paesaggi innevati da fiaba. Come guida turistica italiana che vive e lavora a Levi tutto l'anno, vedo anche l'altra faccia della medaglia. Spesso mi chiedono se ci siano dei lati oscuri nel vivere nel Grande Nord. La risposta è sì, e oggi voglio parlarvi in modo molto diretto e senza filtri delle tre cose che mi piacciono di meno della vita in Lapponia.
L'invasione delle zanzare in estate
Il primo grande aspetto negativo della Lapponia sono le zanzare estive, presenti in quantità allucinanti per circa due mesi all'anno. Forse in Italia la stagione delle zanzare dura molto di più, ma qui la concentrazione in quei due mesi è semplicemente insopportabile. Purtroppo, a causa del cambiamento climatico, questa finestra temporale si sta persino allungando e gli insetti picchiano veramente forte.
Personalmente, d'estate sono costretto a restare chiuso in casa. È il motivo principale per cui con LapponiaTravel.com non organizzo tour estivi: ci sono troppe zanzare e dubito fortemente che le persone potrebbero godersi l'esperienza. Anche quando mi chiedono escursioni fuori stagione, la mia risposta è un no categorico, preferisco restare barricato al chiuso.
La socialità ridotta e la timidezza dei finlandesi
Fare nuove amicizie in Lapponia è estremamente difficile a causa della natura molto timida e riservata dei locali. Le persone qui tendono a stare per conto loro e a non mescolarsi facilmente con chi non fa già parte della loro cerchia ristretta.
Vi racconto un aneddoto personale: io nasco come giocatore di tennis, ma ho iniziato a giocare a padel proprio per cercare di conoscere nuove persone. Alla fine di ogni lezione proponevo sempre ai ragazzi di prenderci una birretta veloce insieme prima di tornare a casa. In oltre un anno di partite, non ho mai ricevuto un solo "sì". Le risposte erano sempre scuse del tipo "vado a casa che domani devo lavorare", anche se erano solo le otto di sera. Questo livello estremo di chiusura è uno dei pochi aspetti del carattere finlandese che proprio non riesco ad approvare.
La cultura del cibo e l'approccio all'alcol
In Lapponia manca totalmente la cultura del mangiar bene e della convivialità, e l'alcol viene consumato quasi esclusivamente per ubriacarsi. Non fraintendetemi, ci sono un paio di ricette locali che non sono male, specialmente quelle a base di carne di renna. Tuttavia, l'approccio generale è che si mangia solo per sfamarsi.
Non c'è alcun interesse nel cucinare bene, nel fare pasti di qualità o nel godersi il momento tutti insieme in famiglia o tra amici, come siamo abituati in Italia. Il lato del bere è ancora più desolante. Qui si beve principalmente vodka scadente e lo si fa con un unico scopo: collassare. Si compra l'alcol più economico e si beve fino a perdere i sensi, non per il sapore o per il piacere di un brindisi.
Le statistiche parlano chiaro: le morti legate all'abuso di alcol in Finlandia sono circa dieci volte superiori rispetto all'Italia. Paradossalmente, in termini di quantità assolute bevono meno di noi, ma le modalità sono estreme. È anche per disincentivare questo tipo di consumo che lo Stato tassa l'alcol facendolo costare tantissimo.
