Molti di voi mi chiedono quanto costi effettivamente vivere e mangiare qui nel profondo nord. Invece di darvi numeri a caso, ho deciso di portarvi con me al supermercato a Levi per fare una spesa reale. L'obiettivo? Comprare gli ingredienti per una carbonara (con qualche compromesso artico) e un paio di extra, per vedere esattamente quanto batte lo scontrino alla cassa.
Quanto costa una spesa base al supermercato in Finlandia?
Una spesa base per due persone con ingredienti per un pasto completo e qualche extra costa poco meno di 20 euro. Nel nostro test a Levi, lo scontrino finale ha segnato esattamente 19,73 euro per otto prodotti di uso comune.
Ecco nel dettaglio i prezzi rilevati per i singoli prodotti acquistati:
| Prodotto | Quantità | Prezzo (€) |
|---|---|---|
| Banane | 4 pezzi (circa 670g) | 1,20 |
| Uova | 6 pezzi | 1,49 |
| Bacon | 200g | 2,39 |
| Spaghetti Rummo | 500g | 2,39 |
| Latte parzialmente scremato | 1 litro | 1,05 |
| Yogurt greco | 500g | 1,50 |
| Parmigiano 12 mesi | 150g | 5,19 |
| Birra Karhu (5,3%) | 33cl | 2,19 |
Perché l'alcol costa così tanto in Lapponia?
L'alcol in Finlandia è soggetto a una tassazione statale molto elevata, portando una normale lattina di birra commerciale da 33cl a costare oltre 2 euro al supermercato. Marchi popolari come Karhu o Sandels hanno prezzi che in Italia riterremmo fuori mercato per la grande distribuzione.
Se passiamo alle birre artigianali, come l'ottima Iisalmi Porter prodotta qui al nord, il prezzo sale a 4 euro per mezzo litro. È un vero colpo al cuore per gli amanti della birra. Un trucco che usiamo noi residenti? Importare la birra dall'Estonia: anche con i costi di spedizione, comprare birre tedesche di qualità superiore online costa molto meno che rifornirsi al supermercato locale.
Si trovano i prodotti italiani nei supermercati finlandesi?
Sì, è possibile trovare prodotti italiani di marca, ma spesso bisogna scendere a compromessi sui tagli di carne e sui formaggi specifici. I supermercati di Levi sono ben forniti per soddisfare sia i locali che i turisti.
Nel reparto pasta, ad esempio, si trovano facilmente marchi di qualità come Rummo a 2,39 euro per mezzo chilo. Le difficoltà iniziano con i prodotti regionali: per fare una carbonara, scordatevi il guanciale, che è praticamente introvabile. Si ripiega sul bacon locale. Stesso discorso per il pecorino romano, spesso assente e sostituito con tranci di Parmigiano stagionato 12 mesi, che arriva a costare oltre 34 euro al chilo.
