Ho appena finito di guidare una ciaspolata di tre ore qui a Levi, con una temperatura di -27°C e un filo di aurora boreale a farci compagnia nel cielo. Quando le temperature scendono così in basso, il freddo non perdona, soprattutto alle estremità. In questo articolo vi spiego esattamente come mi vesto dalla vita in giù per mantenere piedi e gambe al caldo durante le escursioni estreme, garantendovi comfort e sicurezza sulla neve prima di rientrare al caldo per un meritato bicchiere di vino.
Come mantenere i piedi al caldo a -30°C?
Per mantenere i piedi caldi a -30°C serve uno stivale invernale da spedizione con imbottitura estraibile, abbinato a un rigoroso sistema di tre calze in lana sovrapposte.
Lo stivale fa la differenza assoluta. Utilizzo calzature specifiche per il grande nord, dotate di una spessa scarpetta interna estraibile. Questo dettaglio è cruciale: dopo un'escursione, l'imbottitura si inumidisce inevitabilmente per la sudorazione del piede. Poterla estrarre permette di asciugarla perfettamente durante la notte, preparandola per i clienti e le avventure del giorno dopo. Se la scarpa rimane umida, il giorno seguente il piede congelerà in pochi minuti.
Quali calze usare per le ciaspolate estreme?
Il segreto è indossare tre strati di calze: una calza spessa in pura lana a contatto con la pelle, una seconda calza in lana intermedia e un terzo calzettone lungo fino al polpaccio.
Non usate mai il cotone, è il nemico numero uno al freddo. Il mio setup personale prevede un primo calzino artigianale (fatto a mano dalla mamma della mia ragazza, una vera garanzia di calore), un secondo strato sempre molto lanoso per intrappolare l'aria calda, e infine un terzo calzino lungo che copre bene il polpaccio. Questo terzo strato è fondamentale perché crea una transizione termica perfetta con i pantaloni, evitando spifferi gelidi sulle caviglie.
Come vestire le gambe per il freddo estremo?
Le gambe vanno protette con tre strati: un intimo termico in lana merino, uno strato intermedio in pile molto spesso e un pantalone da neve esterno antivento e impermeabile.
Anche se le gambe sono in costante movimento durante la ciaspolata, a -27°C il vento e il gelo penetrano facilmente i tessuti leggeri. Il primo strato in lana a contatto con la pelle gestisce l'umidità e trattiene il calore corporeo. Il secondo strato, un pantalone in pile pesante, funge da isolante principale. Infine, il pantalone da neve blocca gli agenti atmosferici esterni. Con questo setup, dopo tre ore all'aperto a -28°C, potreste sentire al massimo un leggero "freschino" ai piedi, ma tornerete a casa sani, salvi e pronti per la prossima avventura.
